Restauro della scultura lignea policroma, raffigurante San Sebastiano, presso la chiesa di San Sebastiano e San Rocco a Supino

 

Stato di conservazione – Il legno di supporto in generale rispondeva ancora bene alla funzione strutturale, presentava però innumerevoli fori da sfarfallamento di insetti xilofagi, maggiormente concentrati sul tronco dell’albero, sul perizoma, sui piedi, sul basamento e su altri punti della superficie lignea fino a dare origine a vere e proprie mancanze. – Lo strato preparatorio originario attraverso i primi saggi stratigrafici conoscitivi, risultava quasi del tutto assente a esclusione di piccole aree, che lasciavano trasparire una finitura policroma sopportata da un sottile strato di gesso. – La pellicola pittorica originale, dall’esame di alcuni saggi, era del tutto assente, motivo per cui gli interventi di restauro precedenti presentavano una nuova finitura policroma. Inoltre la statua era ricoperta da uno strato di depositi incoerenti e un gran numero di strati dipinti di natura resinosa che rendevano il modellato privo di particolari. La base della scultura era ricoperta da una strato posticcio di carta dipinta che nascondeva un notevole degrado del materiale, soprattutto nella parte posteriore. – Le frecce in metallo in origine erano cinque. Se ne sono conservate tre, le quali risultavano ricoperte di una vernice di colore grigio.

Interventi di restauro – Pulitura – Preventivamente sono stati rimos­si i depositi superficiali incoerenti (pol­­vere), con l’ausilio di pennellesse morbide. La pulitura dell’intera superficie, interessata dai vari strati di pittura notevolmente ossidata di colore ro­sa. Dopo l’applicazione di svernicia­tore, i vari strati di pittura sono stati asportati mec­­ca­ni­­ca­mente con bisturi e tamponi imbevuti di acetone, fino al raggiungimento dello strato di finitura di buona fattura. In corrispondenza delle aree dove la pellicola pittorica era completamente caduta e il legno appariva sco­perto è stata effettuata una mi­cro sab­biatura, per pulire la superficie da residui di materiale incoe­rente. Le frecce di metallo dopo la pulitura conservavano tracce di doratura.

Rimozione degli arti superiori distaccati – Gli arti superiori sono stati rimossi per facilitare le operazioni di pulitura, consolidamento e ricostruzione dei singoli pezzi.

Pulitura di parti degradate dagli insetti xilofagi – Le parti molto degradate, a causa della infestazione degli insetti, sono state asportate. Successivamente le zone cavernose rimanenti sono state liberate, dalla polvere di legno, con l’azione di un getto di aria compressa.

Disinfestazione e consolidamento del materiale ligneo – L’intera superficie della statua è stata saturata con un prodotto a base di Permethrina, evitando la permanenza degli insetti xilofagi e allontanandoli dal legno.

Uso di perni in metallo per la ricostruzione delle dita delle mani – Alcune dita delle mani della statua del Santo sono state ricostruite. L’inserimento di perni in metallo sono serviti a dare struttura portante per la riproduzione successiva del modellato.

Reintegrazione strutturale di parti mancanti con stucco – Le parti mancanti della statua, sono state integrate con un l’uso di stuc­co a base di segatura di legno, ges­so di Bologna e resina acrilica fino a ottenere un impasto modellabile. Do­po la completa asciugatura, le parti in eccesso sono state livellate con carta vetrata di grana media.

Finitura a livello con gesso e colla, di micro e macro lacune – Per ristabilire il perfetto livello di finitura del modellato della statua, è stata eseguita un’ulteriore stuccatura a base di gesso di Bologna e colla di coniglio e poi livellata con carta vetrata di grana fine.

Assemblaggio degli arti superiori – Dopo aver eseguito tutte le operazioni suddette, così come per gli arti, gli stessi sono stati ricollocati sul corpo della statua, con l’uso di viti e colla Vinavil e con la successiva stuccatura delle giunture.

Reintegrazione pittorica – La statua è stata reintegrata in tutte le parti mancanti, attraverso vari passaggi di velatura, con colori acrilici. Le tonalità di riferimento (per la riproposta della reintegrazione pittorica) sono state scelte in attinenza con le restanti policromie rinvenute dopo la pulitura e considerate di buona fattura, visto che l’originale era completamente andato perduto. Inoltre oggetto di restauro sono state le frecce in metallo che hanno ricevuto una completa doratura con foglia d’oro, mentre le due frecce mancanti sono state ricostruite e dorate. Infine la finitura policroma della statua è stata protetta con un leggero strato di cera d’api, a scopo protettivo che inoltre infonde all’intera superficie della statua un effetto satinato.

Descrizione e tecnica esecutiva

La statua risalente al XVII – XVIII secolo è oggetto del seguente intervento di restauro, rappresenta San Sebastiano (altezza totale cm 160, base cm 42 x 32 circa). L’opera è costituita da legno pieno, ricavata da un unico tronco. Gli arti superiori sono stati aggiunti, come era evidenziato dalle fessure in corrispondenza delle giunzioni. Al di sopra del legno di supporto si è rilevato un sottile strato preparatorio a base di gesso e colla di origine organica. La finitura è stata eseguita in origine con tecnica a tempera e protetta con sottile strato di vernice trasparente. Sul bordo del lato sinistro del perizoma si evidenziavano delle finiture, in oro a foglia, applicate su una preparazione di bolo rosso. Anche le frecce in metallo che trafiggono il cor­po della statua, conservavano pic­cole tracce di finitura in oro. Tipico è l’impianto dell’albero a forma di “Y” dove il santo è vincolato da funi in corrispondenza sia degli arti superiori sia delle gambe.

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